martedì 17 aprile 2012

art. 18 e art. 81

Ultimamente ammetto di seguire “svogliatamente” le lezioni ma ho capito bene l’aritmetica del 2/3  e il 3/3, (quelle proporzionalità riferite da Ceccato (PD) in occasione della seconda lettura in senato sul “pareggio di bilancio” http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00657384&part=doc_dc-ressten_rs-ddltit_rdddddlcn3047bpdbncc-intervento_ceccantipd&parse=no
 e delle riforme “strutturali” citate da Giaretta).

Ammetto anche di seguire sempre  con curiosità gli accesi dibattiti di economisti (con e senza virgolette) che  che da 40 anni si confrontano sulle “visioni” di Phillips (le pericolose “relazioni” inverse tra inflazione e disoccupazione), sulle aspettative razionali (NAIRU), sui i tassi di disoccupazione “naturali” di M Friedman.
Impazzisco attorno ai modelli econometrici “derivati” che spiegano relazioni, correlazioni, interpolazioni  di “sistemi complessi” costituiti da elementi cognitivi che interagiscono tra loro con le emotività degli “spiriti animali” di Keynes  e sulle “asimmetriche informazioni” di Akerlof e sulla legge della domanda/offerta che regola il “mercato”.
Ammetto invece di non aver difficoltà a capire se sia benzodiazepinico o lisergico lo psicotropo che alimenta la follia della nostra storia che antepone la stabilità monetaria alle possibilità del fare e dell’essere (A Sen) ma forse sono “solo” le”uniformi modalità di comunicazione dell’informazione istituzionale” della E Fornero, lei è si il “reale” di Winston Smith, la “fantastica” impiegata del ministero delle Verità di Orwell.
Per certo è l’esplosione della società aperta di K Popper nel quale l’apprendimento, i modelli cognitivi, le rappresentazioni, la memoria si sono perdute nel “popolo/impresa” delle PARTITE  IVA dimenticando che prima del “cogito ergo sum” c’è un “sum” che “cogita”, o almeno dovrebbe.

Un ringraziamento al cortisone che ci permette di condividere quello che rimane della conoscenza.
That’s all, folks!

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